Tellaroli: “Sul commissario di Montebello schiaffo del Tar a Tondinelli”

Fonte: TerzoBinario

“Ancora una sconfitta giudiziaria per il sindaco Armando Tondinelli. Come avevamo
ampiamente previsto, il Tribunale Amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso del
Comune contro la nomina del commissario ad acta per la vicenda dell’immobile da
demolire nel villaggio Montebello”. È quanto dichiara il consigliere comunale Marco Tellaroli, a commento della sentenza dello scorso 7 settembre, nella quale il Tribunale amministrativo da ragione alla Regione Lazio.

Il primo cittadino il 7 giugno 2019 dopo aver appreso la notizia “dalla stampa” della
nomina di un commissario ad acta da parte della Regione, per provvedere alla
repressione degli abusi edilizi riscontrati nell’edificio sito presso il villaggio Montebello, gli
dichiarò “Buon lavoro al commissario”.

Per poi tentare di mandarlo a casa, attraverso una richiesta di annullamento presso il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio previa sospensione dell’efficacia, del Decreto del presidente della Regione Lazio n. T00136/2019 avente ad oggetto la Nomina di un commissario ad acta.

“Non è la prima volta che il sindaco si trova a soccombere nelle aule giudiziarie, così come
è avvenuto con gli immobili di Prato Giardino. La vicenda odierna, poi, è l’esempio
lampante della cattiva amministrazione della nostra città. Si sarebbe potuto operare
per l’abbattimento del manufatto abusivo, invece si è atteso che la Regione nominasse il
Commissario ad acta, per poi fare ricorso contro questo provvedimento. Oltretutto è del
tutto singolare che il ricorso, lo faccia il Comune, e non l’abusivista a spese proprie.
Il Tribunale Amministrativo respingendo l’istanza cautelare.dichiara – il danno non
deriva dall’individuazione della specifica persona nominata con l’atto impugnato, bensì dal
provvedimento, a monte, con cui è stato deciso di disporre la nomina del Commissario ad
Acta per superare l’inerzia del Comune.

Chi pagherà le spese legali, per questa inutile e pretestuosa pantomima? Sarà il signor
Tondinelli con le sue tasche, oppure, come al solito, pagherà Pantalone, ovvero i cittadini
di Bracciano?”

“Siamo stanchi – continua Tellaroli – di vedere un comune bloccato per le solite guerre
personali del sindaco, che più passa il tempo più assomigliano agli assalti ai mulini a vento
del protagonista del romanzo di Cervantes. Bracciano ha bisogno di un sindaco che pensi
alla città, non a insulse guerre giudiziarie che non portano alcun vantaggio ai suoi abitanti”.

Marco Tellaroli
Consigliere Metropolitano di Roma
e Comunale di Bracciano

Bracciano, – € 6.900.000,00 è quanto ammonta il disavanzo comunale.

Il disavanzo riportato in questo rendiconto è di – € 6.900.000! Un saldo negativo di € 6.897.220,64 quindi superiore allo scorso anno 2018 – € 5.538.581,08. e al 2017 che era pari a- € 5.643.734,63.


Di seguito vi riporto quanto ho detto in sede di consiglio:
“Purtroppo l’odierna seduta del consiglio comunale si accavalla con altro impegno istituzionale con la mia veste di consigliere della città metropolitana.
Ma arriviamo subito al dunque Presidente:
Plaudo questo governo per aver indebitato per i prossimi decenni le generazioni future,
Plaudo si, per aver programmato e una parte effettuate, tutte le opere pubbliche utilizzando i residui dei Mutui e non basta dire che non li avete aperti voi, perché il debito aumenta se vengono utilizzati e di conseguenza aumentano le rate.
Plaudo per aver raddoppiato i costi di spesa di alcune opere pubbliche, come la rotonda della Rinascente: Sindaco li ha informati i cittadini che ora gli costerà 500 mila euro, invece di 220, mentre l’altra circa 315?
Sa com’è, il web è ancora colmo di ben altre dichiarazioni!
Plaudo per aver fatto lievitare i costi del rifacimento del Campo sportivo.
Dimenticavo, tutte queste opere le finiranno di pagare tra decenni i nostri figli, come il rifacimento del manto stradale, peccato che quest’ultimo durerà circa tre quattro anni.

Abbiamo assistito in questi ultimi giorni a comunicati trionfalistici della stampa locale,
evidentemente scritti sotto dettatura, circa il presunto risanamento del bilancio del nostro
Comune.
Del resto, a ben guardare gli ultimi impegni di spesa, un cittadino distratto e continuamente
bombardato da una costante e soffocante propaganda, potrebbe effettivamente essere portato a crederlo.
Ricordiamo però che il nostro Comune è in una fase di pre dissesto, ragion per cui, nel 2016,da questa amministrazione è stato approvato un Piano di riequilibrio decennale, per rientrare dal debito.

Ma ciò che maggiormente colpisce in questo rendiconto e che è l’unico elemento che conta in un bilancio consuntivo, è il disavanzo e, sui numeri, caro Sindaco e cara maggioranza, non si può fare propaganda.

Questo è l’unico elemento, purtroppo, degno di nota: il fatto che Voi non avete risanato un bel niente ed anzi avete aumentato il debito di – EUR 6.900.000,00!

Per questo motivo aderisco alla dichiarazione di voto che presenterà il mio capogruppo e collega Persiano.”

Grazie Presidente

Arrivederci

BRACCIANO, SEI SETTIMANE CIRCA. SEMBRA PASSATO DI PIÙ…

Sembra che questa condizione di reclusione e di isolamento sociale ci sia stata imposta da molto più tempo. Il carico di stress che la situazione ci ha creato, l’incertezza in cui viviamo, la sofferenza di non poter essere liberi, i disagi piccoli e grandi che affrontiamo ci hanno colpito nel profondo come singoli e come società. A nulla giova pensare che è una crisi mondiale, che tante altre nazioni hanno subito la stessa sorte – anche se alcuni dopo di noi, e quindi più pronti a gestire l’emergenza, o semplicemente più capaci o fortunati – che presto finirà. Su tutti grava l’incertezza di come sarà il futuro, su molti di noi sta pesando e peserà la crisi economica figlia di quella sanitaria. Il web si divide sulle parole del premier tra la delusione di chi pensava di poter riuscire di casa il quattro maggio e gli elogi di coloro che appoggiano le decisioni di Conte.
Tuttavia riusciamo ad intravedere la ripartenza o comunque sognarla: ne discutiamo, iniziamo a pianificare, a ragionare sul dopo, alla scuola che partirà a settembre, a come potremo prendere treni rispettando il distanziamento, a quando potremo tornare dalla parrucchiera o al bar a scambiare due chiacchiere con i nostri amici e conoscenti, a come ritroveremo i colleghi di lavoro, alle mascherine da portare… La ripresa sarà dura, sarà graduale? Sarà come sarà ma sicuramente non sarà facile perché dovremo convivere con il virus e con le limitazioni.
Ora, però: in una fase emergenziale come questa, non vediamo la necessità di far spendere ai cittadini braccianesi duecentomila euro di soldi pubblici per la costruzione della prima rotatoria sulla via Braccianese; per quanto il progetto è condivisibile, si poteva attendere. La gente, in un momento in cui non sa se continuerà a lavorare o rimarrà disoccupato, ha bisogno d’aiuto: e poiché non può mangiare né gli annunci politici, né le continue dirette su Facebook e sui social, speriamo che la giunta ponga al più presto a disposizione le risorse necessarie, da destinare a titolo di risorse urgenti di solidarietà alimentare o prodotti di prima necessità.
Di presso a ciò, c’è urgente bisogno di investire e dare supporto ed assistenza a chi oggi subisce un rallentamento improvviso della propria attività economica, con tutti gli strumenti di sostegno a disposizione dell’amministrazione.

“SERVONO PIÙ CONTROLLI E RIGORE” SIAMO IN EMERGENZA, SCRIVA AL PREFETTO.

Al Ministero dell’Interno è attribuita la responsabilità della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e, come tale, è autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza. Alle sue dipendenze è collocato il complesso di uffici definito come Amministrazione della Pubblica Sicurezza: ne fanno parte a livello centrale il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed a livello provinciale e locale le autorità di Pubblica Sicurezza ed il personale che da queste dipende.
A livello provinciale la figura del Prefetto è caratterizzata da un duplice ruolo: egli, infatti, è preposto all’attuazione delle direttive ministeriali ed al coordinamento delle forze di polizia, ed è anche responsabile provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Il Prefetto predispone, in attuazione delle direttive ministeriali, piani coordinati di controllo del territorio, che i responsabili delle forze di polizia devono attuare.
Nel Dpcm del 1 marzo 2020, la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, noto come Coronavirus,introduce ulteriori misure, all’articolo 5 assegna al prefetto territorialmente competente il compito di:
– assicurare l’esecuzione delle misure urgenti di contenimento del contagio.

A tal proposito vorrei ricordare che gli enti locali sono chiamati alla programmazione triennale del fabbisogno di personale per ciascun Comune,
Per gli enti strutturalmente deficitari, in stato di predissesto o in dissesto come il nostro Comune – Il Decreto Sicurezza (D.L. n. 113/2018) e la Legge di Stabilità 2019 hanno introdotto nuove opportunità e nuove facilitazioni per i Comuni al fine di consentire l’assunzione di personale da impiegare nei
servizi di polizia municipale. I nuovi agenti sono indispensabili al fine di poter garantire l’adempimento delle disposizioni introdotte dal Decreto Sicurezza, in materia di Sicurezza Urbana, di competenza dei Sindaci, e quindi, delle polizie municipali. Nuove opportunità assunzionali per i Comandi di polizia
municipale da attuare, nei limiti consentiti dalla legge, per il miglioramento del servizio offerto ai cittadini. Ma purtroppo se questa programmazione non è mai avvenuta in quattro anni di amministrazione, il sindaco deve fare soltanto mea culpa.

La polizia locale sta svolgendo su tutto il territorio di Bracciano, insieme alle altre forze dell’ordine, un preziosissimo lavoro di controllo e tutela della comunità, purtroppo a disposizione nel nostro Comune Bracciano sono davvero pochi gli agenti a disposizione, e se oggi come afferma il primo cittadino, ” per reprimere con ancora più rigore le condotte irresponsabili di quei cittadini che non si attengono alle linee guida del decreto sul Coronavirus e continuano a mettere a repentaglio la salute propria e dell’intera Comunità di Bracciano” servono più uomini a vigilare non gli resta che rivolgersi al Prefetto.

+++ BRACCIANO, MANCATA TRASPARENZA SULLA COLLEZIONE ARCHEOLOGICA: GUARDATE CHE COS’È VENUTO A GALLA

Ci mancava anche questa per i cittadini di Bracciano. Il consigliere di minoranza Tellaroli ha scoperto che con la Deliberazione di Giunta Comunale N. 228 del 11 ottobre 2018 il Sindaco Tondinelli ha deciso di acquistare una collezione archeologica di “provenienza incerta” (cit.) degli eredi Panunzi per esporla al Museo Civico, per una somma che si aggira intorno a € 80.000, più altre spese per il mantenimento – ma senza darne una quantificazione.

Le eredi Panunzi con nota del 23.04.2019, “hanno negato il proprio consenso alla consegna delle schede descrittive della collezione da acquistarsi e della lista dei reperti con il relativo valore di stima”, Il consigliere Tellaroli le aveva richieste per compiere il controllo degli atti degli organi decisionali dell’Ente locale, per valutare con cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione.

Così facendo le eredi Panunzi hanno impedita la tutela degli interessi pubblici, che il Consigliere Tellaroli voleva compiere. Eppure esse vogliono vendere la collezione al Comune per renderla pubblica ai cittadini nel Museo Civico… che cosa ci sarà mai in quelle schede di stima e valutazione? Il mistero s’infittisce.

Precisazione. In alcuni casi le Amministrazioni comunali hanno motivato il diniego di accesso con l’esigenza di tutelare la riservatezza dei dati. Al contrario, la giurisprudenza ha chiarito che il diritto di accesso del consigliere comunale sovrasta qualunque esigenza di tutela di riservatezza, in quanto il consigliere stesso è tenuto al segreto, come specificato dall’art. 43 del Testo Unico sugli Enti Locali (sullo stesso tema vedi sentenza del Consiglio di Stato n. 2716 del 2004 e sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 2 marzo 2018 n. 1298: «Al consigliere è fatto divieto di divulgare tali dati se non ricorrono le condizioni di cui al D. Lgs 196/2003: nell’ipotesi di eventuale violazione di tale obbligo di riservatezza si configura una responsabilità personale dello stesso»).

Bracciano – Il Consigliere Alessandro Persiano ha intervistato il Consigliere Marco Tellaroli

in replica al video pubblicato on line dall’Osservatore d’Italia dove il sindaco Armando Tondinelli accusa di diffondere “menzogne”. Tellaroli e Persiano hanno “smentito” con trasparenza e carte alla mano, facendo notare alla cittadinanza che le baggianate preparate ad arte non sono più credibili.

Bracciano, il Comune è più debole di prima, si rischia ancora il dissesto!

Le Sezioni riunite della Corte dei Conti, assumendo i dati dei rendiconti 2016 e 2017 così come esposti, senza che la Sezione Regionale li abbia esaminati, hanno deciso che il Piano di Riequilibrio del Comune di Bracciano è “congruo”, ovvero le risorse previste in esso vanno bene per ripianare il debito…. 

Il debito ereditato è stato ridotto del 43%, un risultato dipeso in gran parte dalla correzione del disavanzo attraverso lo scorporo del riaccertamento residui, dove proprio la Consulta si è espressa in un giudizio in questi giorni, dichiarando incostituzionale la norma sulla rateizzazione trentennale delle passività emerse dal riaccertamento straordinario degli enti locali generando conseguenze anche a Bracciano.

La norma in questione, inserita nella legge di Stabilità 2016 (Governo Renzi) e poi modificata dalla Legge di Bilancio 2017 (Governo Gentiloni), consentiva agli enti locali di rimodulare o riformulare il piano di riequilibrio pluriennale (che ai tempi aveva ancora una durata massima decennale e non ventennale come oggi), entro il 31 maggio 2017, scorporando la quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui e ripianando la stessa in 30 anni.
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta (LEGGI QUI SENTENZA), bisognerà capire cosa succederà adesso al Palazzo Comunale di Bracciano. Nel bilancio targato Tondinelli, relativa al piano trentennale, che va ad aggiungersi al piano di riequilibrio

Detto questo, le Sezioni riunite della Corte dei Conti, non si sono astenute nel formulare seri rilievi critici sui punti delicati del piano di riequilibrio targato Tondinelli.

Infatti dichiarano, che:

A fine Piano decennale dovrà essere comunque ripianato l’importo totale di 6,59 Milioni di Euro con la speranza che non si manifestino, in particolare, alcuni elementi di criticità.
Secondo la Corte dei Conti, i rischi maggiori sono legati ad un potenziale contenzioso da 1,65 Milioni di Euro di debiti verso la fallita Bracciano Ambiente, disconosciuti dal Comune di Bracciano e, soprattutto, l’incertezza sulla concretizzazione della vendita del patrimonio da alienare.
Secondo la Magistratura Contabile, gli elementi di fragilità del Piano non ne incrinano l’attendibilità, ma ne affidano il monitoraggio alla Sezione regionale perché, “…. ove dovessero verificarsi senza l’adozione di adeguate misure , potrebbero aggravare gli squilibri strutturali del bilancio dell’ente e provocarne il dissesto…”... 
Quindi….? o vendi o salta il banco… 
Parafrasando Elio e le storie tese “dissesto sì, dissesto no…. la terra dei cachi…”

Di seguito potete leggere l’intera SENTENZA SEZIONE RIUNITE 2/2019/EL BRACCIANO

Sentenza sezione riunite 2/2019/EL Bracciano